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La Couronne

                
      Couronne
Ponte di maestra

Particolare di prua


Castello di prua




La nomina nel 1624 del cardinale Richelieu a primo ministro del re Luigi XIII comportò una radicale riforma economica e un risoluto innovamento di indirizzo nei programmi navali francesi. Una delle prime azioni navali, volute dal cardinale fu la presa dell’isola di Rè, occupata dagli Ugonotti, calvinisti francesi.
Nel secolo XVII vi era in Francia una profonda divisione religiosa. Gli Ugonotti erano di confessione cristiana riformata e secondo Richelieu formavano uno Stato dentro lo Stato, disponendo del potere politico e militare in alcune città importanti.A causa delle loro simpatie verso l’Inghilterra , gli Ugonotti potevano costituire un serio pericolo interno per la Francia, in espansione e in competizione con il vicino settentrione.  La principale roccaforte degli Ugonotti era la Rochelle con l’adiacente isola di Rè.  Richelieu per un anno intero strinse d’assedio la città e nel 1628 riuscì a conquistarle.Tale conquista persuase il cardinale dell’importanza strategica della marina da guerra. Fu cosi che assoldò i migliori maestri d’ascia europei, creando una rete di spionaggio in tutti principali porti, per avere informazioni sui piani di costruzioni delle navi che si stavano varando. Nel 1636 Richelieu fece costruire la Couronne, come risposta immediata alla formidabile Sovereign of the Sea inglese. La nave, terminata nel 1638 nei cantieri di La Roche Bernard, era una delle più imponetnti dell’epoca.
   
nostromo61 · 715 visite · 3 commenti
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04 Ago 2008

Il San Giovanni Battista


         
         
                                              Il San Giovanni Battista

 

Il San Giovanni Battista, costruito in Toscana nel 1598, costituisce l'esempio della diffusione, che agli inizi del XVII secolo ebbe il galeone in Europa.  Già verso la metà del cinquecento, a causa dell’inesorabile e progressivo interramento del porto di Pisa, Cosimo I dè Medici si era trovato nella necessità di reperire una nuova base e decise di trasformare il porticciolo di Livorno nel maggiore scalo marittimo del granducato di Toscana.   L’impresa fu proseguita e portata a termine dai suoi successori.

Il S.Giovanni Battista venne concepito e fatto costruire, come una testimonianza di prestigio nei confronti della città che andava crescendo
d' importanza e fu uno dei primi galeoni costruiti in Italia, dove le navi dominanti continuavano ad essere le galere e le galeazze.
Esso ha la forma tipica dei galeoni spagnoli della fine del XVI secolo ( due ponti con cannoni, un' insellatura accentuata, il castello di prora di grandi dimensioni e la poppa molto alta).  E’ quindi simile ai galeoni di impiego promiscuo :trasporto,esplorazione,combattimento.   

              
 
                                    Particolare della cucina

                                       
La particolarità di questo modello è che viene realizzato con una delle due fiancate aperta.

Si possono intravedere : la zona della cucina a prora della nave, con le pentolacce in rame; le amache sulla batteria dei cannoni o a poppa l’alloggio del comandante.                    
                                    Alloggio del comandatnte
nostromo61 · 912 visite · 4 commenti
Categorie: Articoli
31 Lug 2008

La Santa Maria

         La Santa Maria                           
                          
                                                                         Particolare ponte di mastra        

           Paricolare di prua

Protagoniste delle prime imprese di navigazione oceanica, furono le caravelle (bastimenti ideati e realizzati nella penisola iberica fra il XIV e il XV secolo), piccole navi di nuova concezione, leggere, bisognose di un equipaggio poco numeroso e capaci di destreggiarsi con sicurezza nei viaggi lungo coste sconosciute, esplorando passaggi insicuri e spingendosi nei fiumi. Nel 1492, per effettuare il primo viaggio di esplorazione, i sovrani spagnoli concessero, a Cristoforo Colombo, proprio due caravelle : la Nina e la Pinta. Colombo, da parte sua, per completare la flottiglia, scelse la
Santa Maria.Una caracca o nao, il cui nome precedente era Gallega, offerta da Juan De La Cosa, proprietario e capitano della stessa. 
Nonostante tale imbarcazione fosse un bastimento poco manovriero, Colombo la preferì per motivi di prestigio e ben figurare di fronte ai regnanti orientali con i quali sarebbe sicuramente entrato in contatto.La spedizione approdò, dopo tre mesi di navigazione non facile, all’alba del 12 ottobre 1492 sul nuovo continente, si trattava di un’isola delle Bahamas che Colombo battezzò San Salvador.Nella settimane successive le tre navi approdarono nell’attuale Cuba, che venne battezzata Juana e a Hispaniola, tutte isole che Colombo riteneva fossero situate nei mari dell’Asia. 

Nel mese di dicembre la Santa Maria fece naufragio al largo di Hispaniola. Il mare era tranquillo, la sciagura fu provocata dal fatto che gli uomini di guardia sul ponte si erano addormentati e altrettanto aveva fatto il timoniere che aveva ceduto il timone al mozzo. Il ragazzo, inesperto, non seppe riconoscere il rumore dell’onda che si frangeva sulla costiera corallina e portò la nave a incagliarsi. Vani furono i tentativi di Colombo per salvare la nave che venne definitivamente abbandonata col sopraggiungere della bassa marea che peggiorò la situazione, aprendo nello scafo alcune falle. Con i resti del relitto fu costruito un fortino :

La Navidad, che fu affidato  ad una guarnigione di 40 uomini.Il viaggio del ritorno, Colombo lo effettuò al comando della Nina nel gennaio del 1493 raggiungendo la Spagna nel marzo successivo.  

          

nostromo61 · 147 visite · 1 commento
Categorie: Articoli
30 Lug 2008

doverosa correzione e precisazione !!!!

Caro Manlio, intanto grazie per la visita  e per la segnalazione del libro, che vedrò di procurarmi. Per quanto riguarda la passione comune è bene che tu riprenda, e riprenda subito. Hai a disposizione il materiale, la passione, la voglia di volerlo fare, perchè non farlo????
Credo che basti riprendere il materiale a disposizione, è una fantastica nave egizia, che conosco da tempo, ma mai realizzata.
Per farle fare bella mostra di se bisogna che tu la realizzi, ha già aspettato molto!!!!!!
Io penso che ogni pezzo legno aspetta di essere trasformato in qualcosa, pensa che una volta sono inciampato in un ritaglio di battiscopa di legno, dopo qualche giorno era diventato un biplano.! Un consiglio : comincia a riesumare il materiale, vedrai che dopo un pò metterai mano alla realizzazione. Comunque da ora sei sotto osservazione, un modellista non può stare fermo!!!!
Per quanto riguarda la bireme greca, ho commesso l'errore di chiamarla biremi, in realtà è una galeotta greca, con la quale, durante la guerra di indipendenza Greca
(1821-1827) i ribelli greci contrastarono l'invasione turco-egiziana.
Con queste imbarcazioni, agili e di poco pescaggio i greci tentarono di reagire con azioni di guerriglia navale, colpendo le navi turche, avvicinandole a rapidi colpi di remi, per poi rifugiarsi nei piccoli golfi di Modone e nella vicina Navarino.
Questo in sintesi.
Comunque ho già provveduto alla correzione.
Ciao e grazie ancora, spero di risentirti ancora.
nostromo61 · 113 visite · 2 commenti
Categorie: Articoli
25 Lug 2008

Una storia fantastica .... ma vera !!!!!

   

Una data che nessuno potrà mai stabilire. !!!!!     Quale ?
In che data l'uomo decise di utilizzare quel tronco che poi sarebbe diventato imbarcazione ?
Forse è inutile cercare, quella data non c'è. !!!!!
Si potrebbe ipotizzare che, qualche milione di anni fa, l'uomo, spinto dalla curiosità morbosa della scoperta si sia trovato su una spiaggia, o "forse" era già la, e "forse" scrutando il mare si sia chiesto cosa ci fosse  al di là di quella linea alla quale , solo molto più tardi le venne dato il nome di "orizzonte".
Potrebbe essere questa una ricostruzione plausibile, ma la domanda rimane: "quando?".
Impossibilitati a dare una risposta, la storia dell'alleanza tra uomo e mare dovrà per forza cominciare da qualche millennio fa, quasi ieri per la storia del mondo, quando , per caso, il primo marinaio capì che poteva essere trasportato da un pezzo di legno lungo le correnti di quell'immensità d'acqua.
Col tempo , aiutandosi con un ramo ( poi remo), fù lui a stabilire la direzione (poi rotta), e più avanti riuscendo ad imprigionare un alito di vento in un pezzo di stoffa.
Comincia così, senza clamori, una storia fantastica e infinita, piena di sorprese e di fascino perchè da sempre la navigazione è divenuta avventura.
I maori navigarono da un isola all'altra, i cinesi raggiunsero il mar Rosso, i vichinghi sbarcarono in America, egiziani, fenici e greci si contesero il Mediterraneo, grandi armate navali spagnole, inglesi, francesi si piegarono al corso della storia sul mare.
Vele e vento furono il motore della storia del mondo, consentendo conoscienze, scambi commerciali , culturali e guerre. 
Per millenni l'economia dell'umanità fu sostenuta dalle grandi navi a vela, finchè la scienza decise di fare a meno della natura, coniando la parola "tecnologia", sposandola con quella di "progresso".
Era stata costruita la macchina a vapore, a causa della quale si dovettero ammainare la vele.
Il vapore garantì velocità, sicurezza e risparmio, ma si dovette pronunciare la terribile condanna a morte di quei cavalli di razza che fino ad allora avevano cavalcato le onde degli oceani.
Spietatamente la sentenza fu eseguita: arraffati le suppellettili, la ruota del timone, la campana e il libro di bordo, il resto dei grandi velieri venne abbandonato a marcire negli angoli più remoti dei porti e alla fine la storia divenne legna da bruciare.
Poi successe qualcosa. Nel decennio dopo la grande guerra, qualcuno, appassionato del mare e delle barche a vela, ebbe l'idea di riunire le più prestigiose navi scuola, tra le quali, i grandi velieri, e di farle gareggiare in regata.
La passione per un'idea divenne un successo.
Avvenne il miracolo.
Molti governi sovvenzionarono i restauri, per i velieri ormai scomparsi, si ricorse alla ricostruzioni più fedeli.
Finalmente la saggiezza tornava a costruire ciò che la modernità aveva contribuito a distruggere.
tra polene, vele, alberi e sartie, che profumano di antico,  ritorna il vento, narratore instancabile, per raccontare una favola fantastica, iniziata un giorno e che spero non finirà mai.
nostromo61 · 97 visite · 1 commento
Categorie: Articoli
23 Lug 2008

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