Ultimi Commenti

Calendario

Febbraio 2010
LunMarMerGioVenSabDom
 << < > >>
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
232425262728 

Chi c'é online?

Membro: 0
Visitatore: 1

Parole chiave (tag)

Nessun tag in questo blog

Avviso

rss Sindicazione

Scegli un tema



Il ferdinando II (dodicesima parte)

E siamo giunti quasi alla fine.
Bisogna issare la bandiera con lo stemma dei Borboni.
Facilmente reperibile su Internet:



Come fare a riportare lo stemma sulla bandiera?

Semplice!

Lavoriamo lo stemma con Paint, portandolo alle dimensioni giuste.
Stampiamo il ricavato su carta a trasferimento di calore.
Ovviamente servono due stampe per le due facciate della bandiera.



Ritagliamo le due figure a limite dei contorni.

Poggiamo la prima figura sulla bandiera disegnata su un pezzo di tela,
e con il ferro da stiro, a secco,
facciamo trasferire l'immagine dalla carta sulla tela.
Ripetiamo la stessa operazione sul lato opposto, sovrapponendo le due figure perfettamente e il gioco è fatto:



Dopo aver rifilato i bordi della bandiera




la issiamo sulla nave




Ed ecco finito il lungo lavoro del Ferdinando II,


















E per concludere un po di storia del FerdinandoII.

La nave era stata costruita nei cantieri Union Dock di Londra, impostata e varata nel

1833, consegnata l'anno dopo.

Lo scafo in legno, con la carena ricoperta in rame.

Il Ferdinando II, era stato attrezzato, inizialmente, a goletta a palo, con tre alberi

armati a vele auriche, aveva una lunghezza di 46,52 m, per 8,83 di larghezza.

La sua attività è priva di eventi di rilievo. Dopo  essere stata impiegata nei

collegamenti con la Sicilia dal 1834 al 39, fece parte della Squadra di Evoluzione, agli

ordini del capitano di vascello Raffaele de Cosa.

Negli anni successivi, svolse attività normale, imbarcando lo stesso Sovrano

o membri della Famiglia Reale e spesso venne utilizzato per trasporto truppe.

Nel 1860 gli fu cambiato il nome in "Stabia", e l'albero di trinchetto fu armato con vele

quadre, dandogli un aspetto più imponente.

Il 7 marzo 1861, con la proclamazione del Regno d'Italia e la nascita della Marina 

italiana, lo Stabia, ex FerdinandoII, entrò a fra parte del Quadro del Naviglio della

Nuova Marina.

Era tuttavia in uno stato di degrado da essere giudicata inutilizzabile, rimanendo così

abbandanata nella darsena di Napoli e già nel 1863 non figurava più nella tabella di

classificazione del naviglio.

                                                        ______ OO o OO ________
 




 


nostromo61 · 222 visite · 2 commenti
Categorie: Sezione pratica
10 Set 2009

Il ferdinando II (undices. parte)

Ecco un pò di foto senza commenti,
spiegherò dopo la realizzazione delle Griselle , dei bozzelli e altro






 





 
Ecco come veniva assicuarta l'ancora:







E queste sono le foto con le vele di mezzana.



nostromo61 · 146 visite · 3 commenti
Categorie: Sezione pratica
14 Lug 2009

Il ferdinando II (undices. parte)

Occupiamoci, ora, dell’alberatura. 

Il Ferdinando II era attrezzato a nave goletta a palo, con tre alberi armati a vele auriche.
 


Quello che vediamo dalla foto è la realizzazione delle  barre costiere, delle crocette,
la testa di moro.
 
Apparentemente gli alberi di un veliero possono sembrare cilindrici, in realtà partono dalla base con un diametro, finiscono in alto con un diametro minore.
Non solo, ma la parte alta dell’albero, chiamata colombiere, veniva piallata dandogli forma rettangolare, per meglio alloggiare le barre costiere, terminando in forma cilindrica,  nuovamente,  per incastrare la testa di moro che serviva ad accostare l’albero superiore (albero di gabbia).
Alle barre costiere venivano unite due barre trasversali: crocette, le quali avevano il compito di sostenere le coffe.
Altrettanti barre costiere e crocette venivano utilizzate per dare appoggio agli alberetti, e , alle sartie l’angolo necessario.
 
 Forse la foto mostra meglio di ogni spiegazione come venivano assemblati gli alberi di un veliero
 


 
Come spiegavo prima, sulle crocette veniva posizionata la coffa,nel nostro caso non c’è poiché le nave, il Ferdinando II, ne era sprovvisto. Si possono notare i fori praticati alle crocette che permetteranno di far passare le due sartie che sosterranno l’albero di gabbia. Gli occhielli che si intravedono servono ad annodare i bozzelli per mezzo dei quali si potrà manovrare le vele.  
 
Le Vele
 
Per realizzare le vele mi sono servito di un pezzo di tela bianca sulla quale ho riportato il disegno di ogni singola vela, tracciato in precedenza su del foglio trasparente.




 
 
E’ ovvio che ogni singola  vela non veniva realizzata con un unico pezzo di tela,bensì, venivano cucite tante strisce di tela da dare forma alla vela definitiva.

Le strisce venivano chiamate ferzi.

Intorno all’inero perimetro della vela veniva cucita una corda per darle maggiore sostegno : gratile

 

Dalla foto sono evidenti i ferzi, il gratile, e i bozzelli che permettono di manovrarla.


Alla prossima
nostromo61 · 235 visite · 1 commento
Categorie: Sezione pratica
09 Lug 2009

Il ferdinando II (decima parte)

Il Ferdinando II era armato con di 4 cannoni da montati su affusto in legno





Eccoli montati sul ponte.Il passo successivo è la realizzazione delle tre scialuppe imbarcate:








Le dimensioni sono molte ridotte ma le difficoltà per poterla realizzare sono notevoli,notare il paragone con 0,20 cent.


Una volta montati i paranchi, facciamo una prova per come verrà sistemata la scialuppa

 
Provvederemo ora alla sua colorazione definitiva. 

Alla prossima

nostromo61 · 164 visite · 3 commenti
Categorie: Sezione pratica
26 Giu 2009

Il Ferdinando II (nona parte)

Il Ferdinando II  (nona parte)

 

Dobbiamo occuparci ora delle ruote a pale .

Su carta millimetrata riportiamo le varie misure dei cerchi che compongono le ruote.







Ritagliamo i quattro cerchi su del compensato da un millimetro e ritagliamo con il traforo gli otto cerchi.

Ritagliati i cerchi, li disponiamo sul foglio di carta millimetrata sul quale avevo disegnato i raggi

che sosterranno le pale.






Al centro pratichiamo il foro per il perno che terrà la ruota.

Il colore non è lucido come potrebbe sembrare dalla foto, è un colore opaco.



Ed eccole montate all’interno dei tamburi di copertura.

nostromo61 · 56 visite · 0 commenti
Categorie: Sezione pratica
10 Mag 2009

Pagina precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9  Pagina Successiva